Assisi: il Calendimaggio, gli studenti ed i costumi medioevali

Ciro Ferrigno in ’50 Anni di gite’ parla di quella che fece con i suoi alunni e le persone che vi presero parte

Foto tratta dalla pagina di Facebook di Ciro Ferrigno

(Fonte Ciro Ferrigno – ’50 Anni di gite’)

L’anno 1997, nella classe quarta, sezione E del Tecnico Commerciale E. Cesaro di Torre Annunziata, avevo un orario decisamente impegnativo e insegnavo due materie professionali, la Ragioneria e la Tecnica Commerciale. Ogni giorno gli alunni avevano con me una o due o tre ore. Capii subito che erano necessari degli intervalli, delle pause, per non pretendere l’impossibile.

Fu proprio durante una pausa che, chiacchierando dissi loro che giovedì 8 maggio, mio giorno libero, sarei andato in gita ad Assisi, per la festa del Calendimaggio. Parlai loro della manifestazione e del suo significato. Qualcuno cominciò a dire: “Professore, vogliamo venire pure noi!”, “Professore, ci fate venire?”.

Dissi che per me non ci sarebbero stati problemi e che si sarebbe trattato di un qualcosa di anomalo, una gita con un pullman diviso tra i miei soliti compagni di viaggio e una scolaresca. I ragazzi presero la cosa molto sul serio, i rappresentanti di classe fecero la richiesta al Preside, il quale acconsentì ed in pochi giorni tutti quelli che avrebbero partecipato, consegnarono la quota necessaria e l’autorizzazione firmata dal genitore. Mi imbarcavo in un’esperienza molto bella, ma completamente nuova e atipica!

Partimmo da Piano alla mezzanotte del sette e arrivammo a Torre in perfetto orario grazie al traffico scarso. I ragazzi, precisi e puntuali aspettavano all’uscita del casello autostradale, con il loro carico di entusiasmo e vivacità, ma poi, una volta sistemati in pullman, si addormentarono quasi subito. Facemmo un viaggio molto sereno anche perché c’erano due autisti che si alternavano alla guida e con più fermate per bere fiumi di caffè. Viaggiare di notte non è bello, ma certe volte è indispensabile.

Arrivammo a Santa Maria degli Angeli alle sei di mattina e, vedendo che era già aperta, subito entrammo. Che spettacolo! Nella penombra i frati erano tutti riuniti presso la Porziuncola, per la recita del Mattutino e cantavano in gregoriano. Fu una visione paradisiaca, un buon giorno unico per una giornata indimenticabile. Dopo aver visitato la Porziuncola e la Cappella del Transito, uscimmo per andare a far colazione e pure il bar aveva il profumo dell’alba, quello dei cornetti appena sfornati e l’aria sapeva di latte e di caffè.

Dedicammo la mattinata alla visita della città, secondo il giro classico: la Basilica di Santa Chiara, la Cattedrale di San Rufino, la Piazza del Comune e la Basilica di San Francesco. Intanto i ragazzi avevano socializzato con i compagni di viaggio; erano tutti educati, simpatici e anche bravi a scuola. Io sarei diventato, in seguito il messaggero di saluti per i ragazzi e da questi alle varie signore. A fine anno parecchi degli amici gitanti, vollero sapere dell’esito degli scrutini.

Il Calendimaggio, con il quale Assisi accoglie la primavera, iniziava proprio quel giorno e vedemmo la sfilata con i magnifici costumi medievali, le pesanti armature dei guerrieri, i raffinati costumi dei signori, dei paggi e quelli femminili leggeri e svolazzanti, con la classica corona di fiori sul capo, poi gagliardetti, bandiere, carri e carrette carichi di ogni ben di Dio. Furono ore molto interessanti, poi arrivò la pioggia e decidemmo di andar via, per iniziare il viaggio di ritorno. Le cose viste e fatte, sarebbero state argomento di riflessioni, discussioni e risate, nei momenti di riposo, per poi diventare col tempo, solo cari ricordi.

(Fonte Ciro Ferrigno – 50 Anni di gite)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.