Casetta al posto del pergolato, Carabinieri Forestale la sequestrano

Inseguito di un esposto del WWF Terre del Tirreno, ma il proprietario di un fondo agricolo di Vico Equense, nella zona collinare posta sopra il cimitero, aveva comunicato che avrebbe effettuato lavori di costruzione di un pergolato

 

Redazione – La casetta al posto del pergolato ma è stata sequestrata dai Carabinieri Forestale di

Castellammare di Stabia

Inseguito di un esposto del WWF Terre del Tirreno, su segnalazione di alcuni escursionisti, ma il proprietario di un fondo agricolo di Vico Equense, nella zona collinare posta sopra il cimitero, aveva comunicato che avrebbe effettuato lavori di costruzione di un pergolato.

Accompagnati da un tecnico comunale, i carabinieri forestale, si sono imbattuti in una struttura in legno fissata a terra, con tanto di porte, finestre, con pavimentazione in moduli di cemento, copertura, che stava per essere usata come falegnameria.

I militari dell’Arma forestale hanno provveduto all’immediato sequestro delle opere prive di ogni autorizzazione in spregio ai vincoli paesaggistici posti dalla L.R. n. 35/87 e dal D.lgs. n. 42/04.

Poiché una comunicazione di inizio lavori attestava che lì doveva sorgere un pergolato, utilizzato per proteggere gli agrumi. Ma non è stato così.

Il WWF Terre del Tirreno afferma: “Il caso della casetta al posto del pergolato è solo la punta di un iceberg dell’anarchia edilizia da troppo tempo in atto nel comune vicano che, con le sue tante frazioni, ha un territorio davvero vasto, la qual cosa non giustifica il mancato controllo da parte degli uffici preposti di cantieri e opere che, senza soluzione di continuità, devastano quotidianamente un paesaggio tanto fragile quanto prezioso! L’abusivismo edilizio in tali luoghi è, e rimane, una forma di clientelismo politico ben radicata e difficile da estirpare! Il meccanismo è sempre lo stesso e più che collaudato: il privato autocertifica con CILA o SCIA le opere a farsi, nessuno controlla la veridicità delle dichiarazioni e né verifica la conformità dei lavori eseguiti. Altre volte invece, per operazioni immobiliari ben più consistenti e redditizie (parcheggi, alberghi, casali, agriturismi, ristoranti, stabilimenti balneari, ecc.), i permessi e i pareri vengono tutti rilasciati dagli enti preposti, anche dove, a ben vedere, la normativa posta a tutela non lo avrebbe consentito. In questi casi siamo di fronte a veri “abusi” autorizzati! L’associazione del panda, a riguardo, ha denunciato alla procura oplontina tutta una serie di casi riguardanti opere in contrasto col PUT, talune realizzate con l’ausilio di grossi finanziamenti pubblici!”.