Eav tuona contro gli irresponsabili: “Euro non c ne sono”

Duro comunicato da parte dell’azienda contro chi dopo il Covid e la guerra in corso inscena  lo sciopero bianco rifiutando lo straordinario

Redazione – L’Eav tuona contro gli irresponsabili: “Non c è più un euro”

Duro comunicato da parte dell’azienda contro chi dopo il Covid e la guerra in corso inscenano  lo sciopero bianco rifiutando lo straordinario.

Questo il comunicato emanato dall’Eav:

C’è un gruppo di irresponsabili che vuole il caos. In questa calda estate quando finalmente sono tornati sulla vesuviana i turisti, alcuni lavoratori annunciano proteste e forme di non collaborazione ed una sorta di sciopero bianco.
Al di là delle solite frasi è esplicita la richiesta: vogliono più soldi! Ma in che mondo vivono? Dopo il Covid e durante la guerra?
Forse non è chiaro che non c’è più un euro e che con i recenti accordi hanno preso già tantissimo (mentre altri lavoratori di altre aziende di trasporto che fallivano non prendevano lo stipendio) e che vi è appena stato anche un rinnovo contrattuale e quindi in questo modo la protesta, riducendo i ricavi da traffico che si stavano finalmente dopo 30 mesi riprendendo, mettono a rischio lo stipendio e certamente la 14sima di tutti.
Poiché dobbiamo programmare i servizi, Chi rifiuta lo straordinario oggi evidentemente è stanco e non avrà più comandate di straordinario per i prossimi due mesi.
Intanto per fronteggiare la situazione e la protesta, in periodo di ferie estive e con il Covid che incalza e mette molti in malattia, siamo costretti a ridurre il servizio a partire da lunedì.

Ma sul tema dello straordinario questa volta vogliamo fare chiarezza.
Abbiamo assunto circa 150 tra macchinisti e capitreno dal 2019 a ora e vi chiederete, non bastano per garantire il servizio?
Certo che potrebbero essere sufficienti: se guidassero solo 30 minuti in più, Eav non avrebbe carenze e potrebbe offrire più servizi.
Il personale macchinista guida ogni giorno 3 ore e 45 minuti su un turno di 8 ore, in buona sostanza guidano il 50% di una giornata di lavoro.
Un operaio lavora 8 ore con 20 minuti di pausa.
Prima, i nostri macchinisti guidavano solo 3 ore.
Abbiamo provato a mantenere una pace sociale che permettesse in piena pandemia di garantire un servizio per tutti coloro che hanno continuato a lavorare. Abbiamo sempre ringraziato i nostri lavoratori per l’abnegazione dimostrata durante il periodo più buio che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
Ma dobbiamo anche dire che abbiamo pagato, i nostri macchinisti, per le ore di guida più di 2.500euro a mese anche durante la pandemia. Una pace sociale per garantire a tutti il servizio pubblico.
Con gli ultimi accordi abbiamo dato, ai nostri macchinisti, un aumento di 600 euro mensili per arrivare a 3 ore 45 minuti.

Ma tutto questo evidentemente ancora non basta.
Abbiamo assunto un nuovo capo del personale ed un nuovo capo del trasporto ferroviario che provengono da Trenitalia. Vogliamo soltanto applicare le stesse regole di Trenitalia.

Invitiamo tutti al senso di responsabilità per non compromettere il servizio agli utenti e gli stipendi ai dipendenti. Si ragiona e si discute, la protesta selvaggia ed improvvisa fa male a tutti e non produce effetti positivi per nessuno.