L’Infiorata di Genzano di Roma: uno spettacolo ottico sorprendente

Ciro Ferrigno in ’50 Anni di gite’ la ricorda per la grandezza e la maestosità dei quadri

In parecchie località, in particolare del Centro e del Meridione d’Italia, in occasione della festa del Corpus Domini c’è la tradizione dell’Infiorata. Sono tappeti di petali che raffigurano un soggetto, normalmente eucaristico, come fosse un quadro vero e proprio. Per realizzare un’Infiorata ci vuole molto lavoro che parte proprio da cosa rappresentare; infatti bisognerà trovare dei petali di un colore adatto e procedere alla realizzazione del disegno in tempi rapidi, prima che secchino. Molte volte è necessario usare anche le foglie, oppure un materiale diverso come la sabbia, il terreno o la segatura, ma solo per le rifiniture.

La festa del Corpus Domini cade normalmente a giugno, quando la disponibilità di fiori è al massimo, anche se la pianta che maggiormente caratterizza il periodo è la ginestra, che cresce spontanea sui declivi collinari e montuosi di mezza Italia. Il colore sembra sprigionare i raggi del sole e pertanto si avvicina molto a l’oro che simboleggia la regalità del Corpo di Cristo. Il mese di giugno offre un’infinita varietà di fiori spontanei che possono essere utilizzati per i tappeti floreali, oltre a quelli dei giardini come le rose, i gigli di Sant’Antonio e le ortensie.

Negli anni, in giro per l’Italia, abbiamo potuto ammirare parecchie infiorate e assistere alla realizzazione dei progetti, con un lavoro che diventa massacrante per la fretta, la posizione del corpo piegato o in ginocchio e la difficoltà di passare da un colore all’altro, creando delle sfumature. Sui quadri dell’Infiorata passeranno il pallio e il sacerdote che tiene alto l’ostensorio. Molte volte, quando manca poco all’arrivo della processione, i quadri sono ancora in allestimento.

Ricordo i tappeti di Bolsena, quelli di Orte, di Montefiascone, di Bassiano Romano, di Vitorchiano, ma dove l’Infiorata diventa uno spettacolo è a Genzano di Roma, sui Castelli Romani, vista nel 1992 e nel 2014, perché il tappeto è lungo centinaia di metri, la strada è in leggera salita e l’effetto ottico è sorprendente, anche per la grandezza e la maestosità dei quadri. I milioni di petali utilizzati sembrano concentrare nel tappeto di Genzano tutta la bellezza della primavera e del creato, quando l’opera è pronta e attende solo di essere calpestata dal sacerdote che porta l’ostia consacrata.

È un omaggio dell’uomo al Creatore, un dono che richiede fatica, organizzazione e creatività, spirito di gruppo, collaborazione e ubbidienza, senso estetico e sentimento religioso. È la capacità di provare gli stessi sentimenti di Mozart, quando scrisse l’Ave Verum Corpus, il sottofondo musicale di ogni Infiorata, che bisogna cantare, quale inno di gioia, perché Dio passa tra di noi.

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