Napoli Teatro Festival Italia, giornata fitta

La mostra di Riccardo Dalisi e la “prima” di ‘Se Spartak piange …’, la danza con Duo Golberg. Al Dopofestival ‘Così vicini, così lontani’ ed al Nuovo ‘Fuoriscena’

 

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Riccardo Dalisi

Napoli – Ancora una giornata fitta di appuntamenti, giovedì 21 giugno, al Napoli Teatro Festival Italia, la manifestazione finanziata dalla Regione Campania, diretta da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Luigi Grispello. Si inizia alle 19 a Villa Pignatelli con Daniele Piccini e Adam Zagajewski (per QUI la sezione Letteratura a cura di Silvio Perrella). Nell’ambito della rassegna Sportopera al Teatro Sannazaro, alle 19.30 si inaugura la mostra Il gioco celeste di Riccardo Dalisi; alle 21.30, Giovanni Esposito con il Quintetto di Ottoni del Teatro di San Carlo presenta Se Spartak piange… ideazione e testo di Stefano Valanzuolo; infine, alle ore 22.30, si proietta il film Cronaca di una fuga – Buenos Aires 1977 di Israel Adrian Caetano. Per la sezione Danza, è la volta di Adriana Borriello, con Gilda Buttà al pianoforte in Duo Golberg (al Teatro Trianon-Viviani, ore 21). Si chiude con il Dopofestival, che propone lo spettacolo Così vicini, così lontani di Pier Luigi Razzano, con Valentina Curatolie Giovanni Ludeno (Giardino Romantico di Palazzo Reale, ore 23.00). Replica alle ore 19 al Teatro Nuovo, Fuoriscena con Gino Rivieccio e Antonella Morea, drammaturgia e regia di Fortunato Calvino.

Si comincia alle ore 19, con la Sezione Letteratura, a cura di Silvio Perrella, che accoglie a Villa Pignatelli, un intervento di Daniele Piccini sulla “lussureggiante e misteriosa produzione della poesia italiana degli ultimi cinquant’anni”. A seguire, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, l’incontro con il poeta e scrittore Adam Zagajewski, introdotto da Marta Herling (segretaria generale dell’Istituto Croce) e Andrea De Carlo (professore di Letteratura polacca all’Università L’Orientale di Napoli). Nei versi scelti di Zagajewski, tratti dall’antologia Dalla vita degli oggetti,  l’invisibile si coniuga con il mondo concreto e l’anima si fonde con le cose della terra, dando vita a quell’assoluto quotidiano che spiega il complesso intrecciarsi di destino individuale e universale.

Replica alle ore 19 al Teatro Nuovo, Fuoriscena con Gino Rivieccio e Antonella Morea, drammaturgia e regia di Fortunato Calvino.

Per SportOpera, al Teatro Sannazaro alle ore 19.30 si inaugura la mostra Il gioco celeste di Riccardo Dalisi, allestita da Sun Yanwen, Wang Huakun, Zou Yangxuan, Tong Zixuan, Chen Zewen. La produzione artistica di Dalisi ripropone il rapporto tra arte e sport, attraverso sculture caratterizzate da gorghi, vortici, turbini e da dinamiche e cromatismi veloci e giocosi, che richiamano il senso più alto e libero del gioco. «Un senso del gioco -‑ sottolinea Claudio Di Palma, curatore della sezione del Festival – che si moltiplica sotto gli occhi. Fra i tanti, tantissimi figuri silenti si presentano gli atleti-caffettiera, il saltatore, il nuotatore, il portiere, tutti immaginati in pose insospettabilmente plastiche vista l’origine e le fattezze ferrose dei loro corpi”.

Alle 21.30, sempre per Sportopera, va in scena Se Spartak piange… di Stefano Valanzuolo  con Giovanni Esposito che dà volto e voce a Dmitrij Shostakovich, sommo musicista del Novecento ma anche appassionato ed esperto di calcio. Attraverso i suoi commenti e i suoi ricordi sportivi, il testo di Valanzuolo ricostruisce un pezzo di storia sovietica (tra gli anni Trenta e Sessanta del secolo scorso) popolata da personaggi spesso ingombranti. Le vicende di Nikolaij Starostin e Lev Jashin, due calciatori celeberrimi cui non arrise uguale fortuna, s’intrecciano, in questo racconto basato su dati reali e riflessioni immaginarie, con quella di Shostakovich, compositore in perenne conflitto pubblico e privato con il potere politico. La musica del compositore sovietico, affidata al Quintetto di Ottoni del Teatro San Carlo (Giuseppe Cascone alle tromba, Alessandro Modesti, tromba, Federico Bruschi al basso tuba, Gianluca Camilli al trombone e Ricardo Serrano al corno) scandisce – attraverso sette scene – una storia condita di musica, calcio e politica. Una storia, poco ordinaria, di vita sovietica. In conclusione, alle ore 22.30, la proiezione del film Cronaca di una fuga – Buenos Aires 1977 di Israel Adrián Caetano (Argentina, 2006). Ambientato a Buenos Aires, nel 1977, narra la tragica vicenda dell’argentino Claudio Tamburrini, giovane portiere dell’Almagro, squadra di calcio bairense di seconda divisione. Sospettato di appartenere a un’organizzazione che si oppone alla dittatura militare, viene prelevato dagli squadroni della morte di Videla e rinchiuso in un centro di detenzione clandestino dove è sottoposto a torture di ogni sorta. Dopo 120 giorni di detenzione, il 24 marzo 1978 riesce a fuggire con altri tre compagni. Troverà riparo in Brasile e poi ancora in Svezia, dove in seguito si è laureato e dove oggi insegna filosofia.

 

Per la sezione Danza, alle ore 21 al Teatro Trianon Viviani, Adriana Borriello presenta Duo Goldberg, con Gilda Buttà al pianoforte. La Borriello affronta la musica di Johann Sebastian Bach e le sue variazioni attraverso il passo di danza: “Mi lascio abitare – si legge in una sua nota – da quei suoni e scrivo le mie variazioni. Il passo è il tema, emblema e “unità di misura” del nostro rapporto con spazio e tempo”. Un vero e proprio concerto e in scena solo due strumenti: un pianoforte e un corpo. Un’interpretazione a due delle “Variazioni Goldberg” di Bach: perfetta architettura, manifestazione della semplicità e complessità dell’esistenza, disvelamento di connessioni “invisibili” tra tutte le cose, la molteplicità e l’unità. Agli spettatori la possibilità di lasciarsi “toccare” dai due corpi in scena, quello della pianista nell’atto di suonare e quello della danzatrice nell’atto di danzare. Il lavoro nasce dall’incontro casuale tra Adriana Boriello, danzatrice, pedagoga e coreografa avellinese, tra le fondatrici del gruppo belga Rosas di Anne Teresa de Keersmaeker, e Gilda Buttà, affermata pianista e docente, collaboratrice “dal vivo” di Bacalov, Piovani e molti altri. Le due donne scrivono assieme le loro variazioni sulla traccia di quelle di un monumento della musica classica (replica venerdì 22, ore 21).

Serata speciale al Dopofestival, che alle 23.00, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, ospita lo spettacolo di Pier Luigi Razzano intitolato Così lontani, così vicini con Valentina Curatoli e Giovanni Ludeno. Un unico lavoro suddiviso in tre momenti dedicati a grandi scrittori stranieri del passato, per raccontare le loro storie d’amore e il loro viaggio a Napoli. Storie tratte dal libro Così lontana, così vicina, edito da Intra Moenia. I protagonisti sono Fedor Dostoevskij, Walter Benjamin e Francis Scott Fitzgerald: lontani e vicini dalla donna che amano, lontani e vicini dalla città che scoprono e poi rivivono a distanza grazie alla memoria e attraverso le loro opere. Replica il 22 e il 23 alla stessa ora.

Giovedì 21 giugno alle ore 17.30 (ed ancora poi giovedì 28) in programma anche il “Metro Art Tour speciale Napoli Teatro Festival Italia” che propone una “Mise en scène” inserita nel percorso di due visite alle “Stazioni dell’arte” della Linea 1 della metropolitana di Napoli. Grazie alla partnership tra il NTFI e l’Azienda Napoletana Mobilità, il pubblico potrà partecipare a un tour che si snoda tra le opere d’arte di William Kentridge, Bob Wilson, Oliviero Toscani, Shirin Neshat e Francesco Clemente. L’evento è gratuito fino a esaurimento dei posti. Per partecipare è necessaria la prenotazione all’indirizzo infoarte@anm.it.

 

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