Rosa Porzio ha lottato ma non ce l’ha fatta

Fu investita a giugno sulla SS163 Amalfitana da un furgoncino guidato da un 82enne e riportò gravi ferite

 Redazione – Dopo due mesi ha lottato ma non ce l’ha fatta Rosa Porzio che fu investita a giugno sulla SS163 Amalfitana da un furgoncino guidato da un 82enne e riportò gravi ferite.

L’accaduto risale ai primi di giugno quando la signora Porzio si trova sul ciglio della statale 163 Amalfitana, poco distante da casa, nel tratto che ricade nel territorio comunale di Piano, quando l’anziano antiquario stava guidando il suo furgoncino e la urtò provocandole un caduta ed andò a sbattere prima contro il muro e poi sull’asfalto. Le sue condizioni da subito apparvero gravi per cui l’ambulanza subito la trasportò all’ospedale di Sorrento, i medici le diagnosticarono traumi su tutto il corpo ed una serie di ematomi alla testa il che si rese necessario il trasporto in eliambulanza al San Giovanni Bosco di Napoli.

La donna che è stata assistita per due mesi dal marito Marco che è un dipendente comunale di Meta, e dai figli Maurizio e Giuseppe, che è conosciuto ed apprezzato anche per il decennale impegno in campo sportivo, è spirata dopo due mesi di coma, destando molta commozione in costiera sorrentina.

L’anziano che con il suo veicolo viaggiava nella direzione di Positano subito si era reso conto di aver urtato una persona e si era fermato, era titolare di una patente di guida non rinnovata per mancanza dei requisiti previsti dalla legge. Ora i carabinieri, coordinati dal capitano Marco La Rovere, gliel’hanno ritirata ed hanno sequestrato il furgoncino, ma se in primis è scattata la denuncia a piede libero per lesioni gravissime, però con la morte della donna la posizione dell’uomo potrebbe cambiare. Perché i magistrati stanno valutando se contestargli l’omicidio colposo o quello stradale, anche perché la Procura di Torre Annunziata ha già disposto l’autopsia sul corpo della donna.

 

GISPA

Precedente Il Sorrento avanti nella sua amalgama Successivo Con la canzone Caruso’ Commiato a Francesco Maresca