Scagionato il dirigente comunale di Sorrento

Era accusato di un ammanco nelle casse comunali a causa di mancata sanzione per occupazione di suolo pubblico

 

Sorrento – È stato scagionato il dirigente comunale che era stato accusato di un ammanco di 48mila euro nelle casse comunali a causa di mancata sanzione per occupazione di suolo pubblico senza autorizzazione. 

Cosa era accaduto? Che nel 2014, come quanto sostenuto dal viceprocuratore generale, che non avrebbe sanzionato i titolari di un bar nel centro cittadino che avevano occupato una porzione di suolo pubblico senza che avessero presentato la dovuta richiesta al Comune. Perciò la Procura regionale della Corte dei Conti gli contestava un ammanco di 48.436 euro che avrebbe procurato un buco un buco nel bilancio comunale.

Da qui è partito l’iter processuale contro il dirigente che si è dovuto per forza di cosa difendere dall’accusa che gli era stata addebitata e così assistito dal suo avvocato ha sostenuto una duplice tesi. Esse erano: l’atto della contestazione della polizia municipale era stato notificato al titolare del bar il 26 ottobre 2014, entro i 90 giorni dall’accertamento della violazione come prescrive la legge. L’altra era che la sanzione emessa rientrasse nelle competenze della Andreani Tributi, la società che gestisce le informazioni tributarie relative al territorio di Sorrento e che è stata notificata il 9 febbraio 2018, ossia prima della scadenza del termine quinquennale di prescrizione.

Da queste due tesi esposte è stato scagionato da ogni responsabilità.

 

GISPA

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