I segreti di Pompei a Berlino: in laboratorio ecco lo scheletro di un abitante

Sarà maschio o femmina? Sarà un ricco o uno schiavo? Sono interrogativi ai quali solo gli studi approfonditi possono dare una risposta

 

 

di Susy Malafronte

 

Pompei, Regio V, «ecco i volti dei nuovi scavi». Lo scheletro di un abitante della Pompei romana in laboratorio. Sarà maschio o femmina? Sarà un ricco o uno schiavo? Potrebbe essere, anche, un commerciante straniero giunto a Pompei per concludere degli affari trovando, invece, a morte. Sono interrogativi ai quali solo gli studi approfonditi – effettuati presso il laboratorio di ricerche – del Parco Archeologico possono dare una risposta.
Le immagini «top secret» del laboratorio sono state scattate, puntualmente, dal direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna. Ed è per questo suo innovativo progetto di divulgazione social della cultura, nonché del metodo di conservazione e ricerca della città archeologica che Pompei sale sulla cattedra del mondo per dare lezioni. Così il 9 ottobre l’Ambasciata d’Italia a Berlino aprirà le porte all’evento «Pompei tra conservazione e ricerca».
Preservare un «museo a cielo aperto» come Pompei, uno dei siti Unesco più celebri, unico per dimensioni e per la straordinaria importanza, rappresenta oggi più che mai un’enorme sfida sia per la conservazione che per la valorizzazione del patrimonio archeologico. Si tratta di affrontare con un approccio del tutto innovativo le complesse problematiche connesse, con una visione d’insieme più ampia e multidisciplinare possibile. Osanna presenterà a Berlino il «Grande Progetto Pompei», l’ampio progetto finalizzato a fornire una nuova immagine della città vesuviana. Avviato nel 2012 con finanziamenti (europei e nazionali) pari a 105 milioni di euro, il progetto è stato prorogato fino al 2020. I risultati finora ottenuti hanno contribuito in maniera sostanziale al crescente successo di pubblico (3,5 milioni di visitatori nel 2017), grazie anche alla riapertura di 37 domus rimaste a lungo chiuse al pubblico, al cospicuo ampliamento della rete viaria urbana che ha reso accessibile gran parte del sito, e ai numerosi e spettacolari ritrovamenti.
Osanna è soprintendente dal 2014 e, successivamente direttore generale dal 2016 del Parco Archeologico di Pompei. In precedenza è stato professore di Archeologia classica e poi Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, Università della Basilicata, Matera. Si è particolarmente distinto nell’ambito della ricerca archeologica dell’Italia meridionale. Tra il 2007 e il 2008 è stato Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata. Nel corso della sua carriera è stato altresì ospite come professore di Archeologia classica presso l’Università di Heidelberg e all’École Normale Supérieure de Paris nonché borsista Alexander von Humboldt-Stipendium presso la Humboldt-Universität di Berlino.

Fonte ilmattino.it

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