Si teme per la stabilità del viadotto San Marco

Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova si teme per la sorte di questo lungo cavalcavia stradale

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Redazione – Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova si teme per la stabilità del viadotto San Marco, questo lungo cavalcavia stradale che passa sopra la città di Castellammare di Stabia.

Infatti strutturalmente esso necessita con urgenza di lavori non più rimandabili come si può vedere non solo dalle foto postate sia sui vari social che sui vari siti, che in un punto vitale il viadotto ha uno squarcio alquanto largo che va da un lato all’altro, ossia lo taglia in due, come a dire che se collassasse verrebbe giù come nulla, come il ponte Morandi di Genova.

Ma per vari motivi questi lavori sono stati rimandati a settembre, perché da molte parti si è gridato che non lo si doveva chiudere in un momento, quello estivo, nel quale c’è il transito di tanti veicoli che vanno e vengono in costiera sorrentina sia per motivi di lavoro che per quelli del turismo.

Ma quello che è successo nella città della Lanterna deve fare girare il periscopio a 360° su tutti quei viadotti e ponti che ormai sono stati costruiti da decenni, e parliamo specialmente tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.

Nel mese di luglio già si era posto il problema, che per altro già esisteva l’anno prima, di far partire questi lavori per la sostituzione degli appoggi del viadotto, e si era pensato di farlo già a settembre del 2017, poi accadde che a causa del maltempo che colpì nel mese di febbraio la zona del rivo Calcarella e di tutte le conseguenze che ne derivarono, fu tutto rimandato.

In una riunione nella Prefettura di Napoli, su richiesta della Città Metropolitana, dell’assessore del comune di Vico Equense e del Sindaco di Massa Lubrense, che si era espresso anche a nome anche di quelli degli altri comuni della penisola, che erano assenti al tavolo, l’Anas si era resa disponibile a procrastinare al prossimo 11 settembre. Tutto questo perché incombeva la stagione estiva con i turisti che dovevano venire in costiera sorrentina e per arrivarci se fossero iniziati i lavori, sarebbe stato molto deleterio, specie per gli albergatori. Ma per certi versi anche questa data di inizio dei lavori è andata ‘storta’ perché il mese di settembre è entrato a far parte di quelli in cui il turismo fa ancora la parte del leone. Ma da quello che accaduto nelle ultime ore, nella città genovese, deve far riflettere molto sia ai politici, sia a vari tecnici e sia all’Anas, che una struttura del genere, costruita negli anni’90, ha anche le sue ‘malattie’ che se diventano croniche poi fanno la cronaca nera.

Due anni fa circa, l’Anas realizzò degli ulteriori interventi di manutenzione in alcuni punti del viadotto, che specie nei mesi estivi brulica di veicoli in transito, ma oggi vista la crepa che è ben aperta e visibile, la somma urgenza di intervenire è al primo posto se non si vuole che accada quello che si è visto a Genova.

Ma intanto dall’ente stradale già fu presa la decisione di dare inizio ai lavori l’11 settembre che comporteranno la chiusura della strada nelle ore notturne e l’istituzione, nelle ore diurne, di un senso unico alternato, ovvero di un senso unico in direzione Napoli o viceversa in direzione Sorrento, con deviazione della corrente opposta del traffico sulla viabilità comunale di Castellammare di Stabia.

 

GISPA

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