Golfo del Pecoriello, batteri fecali bomba ecologica

L’Arpac ha rilevato che in una pozza limitrofa il mare un livello di batteri fecali 50 volte superiore alla norma

 

 Risultati immagini per golfo del pecorielloSant’Agnello – L’Arpac ha rilevato nella zona del golfo del Pecoriello che in una pozza limitrofa al mare un livello di batteri fecali 50 volte superiore alla norma, una bomba ecologica.

Questo il risultato che scaturisce da una verifica ed un controllo sulla spiaggia santanellese da alcuni campioni di acqua prelevati da una pozza al di sotto di uno scarico del troppo pieno, e questo è la conseguenza della denuncia fatta a fine maggio dal Wwf Terre del Tirreno. Infatti esso aveva segnalato che dal canale della condotta che è situato sotto viale dei Pini e che sbocca proprio nella zona detta del Pecoriello, che nei secoli passati era un vallone, usciva molto liquame che nei giorni successivi avrebbe sversato in mare tonnellate di reflui nel golfo.

In una zona che a pochi passi il mare è a norma di legge ed ha ricevuto le Bandiere Blu, dopo i rilevamenti effettuati, due tecnici dell’Arpac che hanno prelevato alcuni campioni di acqua da una pozza al di sotto di uno scarico del troppo pieno,  il risultato della analisi dice che c’è la presenza di 260mila unità di escherichia coli in 100 millilitri di acqua. Ossia un livello 50 volte superiore al limite fissato dalla legge, cioè 5mila, e poi infine per metterci il cappello ‘un odore proveniente presumibilmente da reflui civili’. Questo ha fatto scattare il segnale di pericolo che la zona di mare del golfo del Pecoriello è inquinata.

Il presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito, batte i pugni sul fatto che le pozze sull’arenile sono una bomba ecologica causata dal troppo pieno della condotta, e che esse continueranno a rilasciare sostanze inquinamenti nella sabbia ed a rendere il mare sempre più torbido e schiumoso. E questo può essere un rischio igienico-sanitario per chi si avventura sulla spiaggia della zona, egli si augura che al più presto si proceda alla messa in sicurezza della zona. Una zona che da tanti anni è stata varie volte sotto i riflettori per cause del genere e che si speri che in poco tempo si arriva alla bonifica.

 

GISPA

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