Un viaggio con ‘Vado di fritto’ a Sorrento

La kermesse che porta a gustare le specialità regionali basate appunto sul frittura

 

Sorrento – Un appuntamento per gustare le specialità regionali basate sul frittura, ossia un viaggio con ‘Vado di fritto’. Immagine correlata

La kermesse che si terrà nella giornata di venerdì 13 alle 20.20 nell’Acqu’e Sale, il ristorante-pizzeria affacciato sul porto di Sorrento, nel quale si potranno gustare varie specialità come le panelle palermitane, la frittura di paranza, i Carciofi alla giudìa e le montanare.

Le panelle sono le sottilissime frittelle di farina di ceci, il tipico street food di Palermo, consumato normalmente in mezzo ai panini con sesamo o insieme ai cazzilli (crocchette di patate con prezzemolo) e conditi con sale e limone. Cibo povero, poverissimo, ma sfizioso e molto facile da preparare.

La frittura di paranza è una frittura di pesce di piccolo taglio diffusa in molte zone d’Italia. Prende il nome dalla paranza, che è una tipica barca da pesca per la pesca a strascico comunemente impiegata dalle marinerie italiane. È di solito fatta con merluzzetti, triglie, soglio lette, suace, ma possono esservi anche altre varietà di pesce di piccolo taglio, come alici, mazzoni, retunni o vope.

I carciofi alla giudía sono un tipico piatto della cucina giudaico-romanesca e la ricetta originale consiste, fondamentalmente, in una frittura di carciofi.

Questo piatto ha origine molto antica, visto che vengono citati anche in ricettari e memorie del XVI secolo. Si tratta infatti di un piatto di derivazione romana, nato più precisamente nel ghetto ebraico della capitale.

La pizza fritta Montanara è un piatto tipico e storico della cucina napoletana, che deriva da quel modo di preparare i cibi propriamente detto ‘povero’ che si è venuto a creare per necessità, in un periodo difficile come il dopoguerra. Ecco quindi che dopo aver preparato l’impasto secondo tradizione si può procedere con la preparazione della pizza fritta.

Il tutto fritto, sì parliamo del frittura che è il cuocere gli alimenti in lipidi, cioè grassi animali oppure oli vegetali, caldi. I lipidi usati possono essere, a temperatura ambiente, solidi o liquidi.

La frittura è un metodo diffuso in tutto il mondo e usato già nel 2500 a.C. in Egitto e si usava olio vegetale generico. Già nell’antica Roma si friggevano i cibi, dolci o salati che fossero, solitamente nell’olio di oliva. Le frictilia, una ricetta del periodo, sono le probabili antenate delle attuali chiacchiere o bugie di carnevale. La maggior parte della popolazione consumava il pasto del mezzogiorno e diversi spuntini per strada, acquistando dalle varie bancarelle o da locali semi aperti vicini alla strada. Questi negozi, le cauponae e le tabernae, vendevano diversi cibi fritti, quali frittate, frittelle, salsicciotti. Esistevano inoltre le vere e proprie botteghe di friggitori, citati anche dal poeta Marziale.

Il fritto nell’antica Roma era prevalentemente in olio di oliva o strutto ed invece nel Medioevo e fino in tempi recenti è prevalso quest’ultimo. Nel Nord Italia ha prevalso il burro per la ricchezza in allevamenti bovini.

Chi vuole può abbinarci le birre artigianali del Birrificio Sorrento, il tutto impreziosito dal racconto di un conduttore d’eccezione, il giornalista Vincenzo D’Antonio.

 

GISPA

 

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