Coda sulla statale per la via del ritorno

Con la chiusura ancora di quella amalfitana a Meta il caos è completo ed i lavori procedono non senza intoppi

 L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acquaPiano di Sorrento – Chi non ricorda una vecchia ‘reclama’ che recitava: “Siamo alle solite Calimero”, ed è così che sulla via del ritorno ci sono le solite code sulla statale sorrentina e tutto diventa ‘drammatico’ anche per la chiusura ancora di quella amalfitana a Meta.

Il caos è completo poiché tutti i veicoli devono attraversare l’imbuto adiacente la basilica di Santa Maria del Lauro di Meta, figurandoci quando vi sono due bus di grandi dimensioni, oppure dei tir, che devono attraversarlo. Certo che ora non stiamo a dire che ci vorrebbe un’altra strada di uscita, come fu palesato al tempo che fu ed anche in quello vicino, però in questi giorni come il 25 aprile ed il 1 maggio si potrebbero potenziare sia i collegamenti con i treni e sia quelli marittimi. Ma non stiamo qui a dare suggerimenti per vari motivi e che per altri che debbono essere risolti dalla politica e dalla burocrazia che ha le sue solite lungaggini.

Il tempo sereno e caldo ha favorito tra domenica 22 e mercoledì 25 aprile un ingente flusso di veicoli verso la costiera sorrentina e di questo ne hanno giovato i molti esercizi commerciali, i bed and breakfast, gli alberghi, per quel che riguarda i turisti e tutto quello che gira intorno. Ma ora per il ritorno è il solito caos, con la lunga coda che non solo attanaglia le cittadine costiere cha va da Meta e fino a quasi Sorrento, ma arriva fino al viadotto che porta verso i caselli. Ma se questa statale sorretina è zeppa di veicoli non lo si può dire di quella amalfitana per la zona che ricade nel comune metese, poiché da quel giorno maledetto del 7 febbraio, quando franò il terreno sottostante una piazzola, essa è restata interdetta. Ed oggi i lavori stanno procedendo non senza intoppi, infatti per metterla in sesto si devono costruire tre ponti con le sottostanti palificazioni in cemento armato e gli operai dell’Anas stanno procedendo anche se, come sembra, i fondi non ce ne sono molti e si sta andando avanti con qualche sforzo. Poi deve essere ancora rimosso l’asfalto, il fango ed i detriti che sono precipitati da un’altezza di circa dieci metri nel sottostante rivo Lavinola.

Insomma vedremo se tra qualche settimana essa ritornerà ad essere trafficata anche se a senso unico a senso unico alternato, per far completare i lavori.

 

GISPA

 

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