Il debutto de ‘Il paese di chi se ne va’ al Napoli Teatro Festival Italia

Giovane regista che presenta il suo lavoro nella sezione Osservatorio

 

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  Napoli – Continuano, lunedì 18 giugno, gli appuntamenti del Napoli Teatro Festival Italia, la manifestazione finanziata dalla Regione Campania, diretta per il secondo anno da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Luigi Grispello. Si parte con il debutto de ‘Il paese di chi se ne va’ di Francesca Muoio, giovane regista che presenta il suo lavoro nella sezione Osservatorio (ore 21.30, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale); si prosegue alle 23.00, con la prima serata dedicata all’intrattenimento musicale del Dopofestival, a cura di Massimiliano Sacchi e organizzato da Giano Bifronte, che animerà il Giardino Romantico di Palazzo Reale con un programma di concerti live.

Si parte nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, che, come nella passata edizione del festival, ospita l’Osservatorio, spazio riservato alla giovani compagnie ma di indubbia qualità artistica, e ai gruppi non più giovani ma con difficoltà nell’avvio del processo produttivo degli spettacoli. Alle 21.30, va in scena la compagnia Primelune Teatro, che presenta Il paese di chi se ne va, interpretato da Anna Carla Broegg, Marianita Carfora, Cesare D’Arco, Morena Di Leva, Valeria Frallicciardi, Francesca Muoio, Davide Paciolla, Antonio Perna, Luca Trezza, diretti da Francesca Muoio. Lo spettacolo è una drammaturgia originale della Muoio, “ispirata a fatti irrealmente accaduti” ed è ambientato in un sabato d’agosto del 1960: “Caterina ‘a pazza -racconta l’autrice – si aggira per le strade del quartiere con in mano una torta con una candelina. La piccola Alice incuriosita da quell’incontro decide di seguirla: inizia così il suo viaggio nel paese che è sempre esistito. Ad accoglierla una piccola comunità che attende con ansia l’inizio di una festa. Nelle ore che scandiscono l’attesa, un turbinio di urla, di giochi infantili, di idee sussurrate, di riti gridati e preghiere dovute, di sogni raccontati e desideri mancati, di balli, confessioni, catastrofi e canti”. Alice affronta spaventata e divertita la quotidianità delirante di quel paese lontano e a quel punto affiorano i suoi ricordi, le storie si mescolano e ritornano le favole narrate dal padre. “Lo spettacolo è una ballata di voci e corpi, che vuole rappresentare sulla scena quel girotondo tribale ed eterno in cui vita e morte, tenendosi per mano, ostinate, girano disperatamente e gioiosamente assieme”. Il lavoro teatrale si avvale delle musiche di Renato Salvetti e delle scene e dei costumi di Giulio Villaggio.

Alle ore 23.00, al Giardino Romantico di Palazzo Reale, iniziano i concerti del Dopofestival. Per tutta la durata della manifestazione, a cura di Massimiliano Sacchi, una serie di band che spaziano dal rock al pop, dallo swing al jazz, animeranno le serate napoletane. Il Dopofestival crea l’occasione per trascorrere una serata in uno dei luoghi più suggestivi della città, ascoltando esibizioni live e bevendo un drink. L’ironia di gruppi come i Guappecartò, le sonorità etniche e le atmosfere viaggianti di artisti internazionali come Sandro Joyeux, lo swing di Uanema Orchestra, il cantautorato di Giovanni Block e Alan Wurzburger, sono solo alcuni esempi dell’eterogeneo programma. Oltre alla musica, il Dopofestival ospita anche lo spettacoloCosì lontani, così vicini, con Valentina Curatoli e Giovanni Ludeno, adattato e diretto da Pier Luigi Razzano. Un lavoro suddiviso in tre momenti dedicati ad altrettanti scrittori stranieri del passato, Fedor Dostoevskij, Walter Benjamin e Francis Scott Fitzgerald, nel quale si raccontano le loro storie d’amore e il viaggio a Napoli.

Nella prima serata, il Giardino Romantico di Palazzo Reale ospita il cantautore Alan Wurzburger, un nome del mondo dell’underground napoletano che affonda le sue radici nella migliore tradizione musicale partenopea, senza disdegnare uno sguardo al cantautorato italiano e francese. Wurzburger presenta in concerto il suo nuovo lavoro discografico Mi fermo a guardare la luna, prodotto dalla storica etichetta Marocco Music. L’album contiene nove brani, egregiamente arrangiati dal maestro Lino Cannavacciuolo. La scrittura di Wurzburger si affida, in alcune canzoni, all’italiano, con cui cerca di esprimere in modo personale concetti tipici della sua terra e, in altre al napoletano, che ripropone nella sua versione classica, più antica e vera. Le sue canzoni nascono da ispirazioni quotidiane e da vicende vissute e molti temi abbracciano il sociale prendendo spunto da un’analisi dei tempi attuali, tempi frenetici, in cui “non c’è più tempo per fermarsi a guardare la luna”. Le creazioni in musica di Alan Wurzburger trasudano la tenacia di chi non rinuncia alla propria autentica vena artistica per piegarsi alle regole del mercato e di chi, napoletano di nascita e per scelta, soffre le discriminazioni, subite anche da parte della classe politica nei confronti della sua città. I concerti del Dopofestival iniziano alle ore 23.00, il bar apre alle ore 20.00. Ingresso 2 € (gratuito per i possessori del biglietto di uno degli spettacoli della stessa giornata).

 

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