La mamma brutta, la figlia e l’amore che irradiavano

Ciro Ferrigno ne ‘il racconto del lunedì’ narra di quel giorno di maggio quando c’era l’incontro Scuola Famiglia, gli capitò un qualcosa che non dimenticherà mai

Foto tratta dal diario di Ciro Ferrigno

Anno Scolastico 1987-88. Insegnavo all’Istituto Professionale per il Commercio “Graziani” di Torre Annunziata, quello che affaccia sugli scavi di Oplonti. Quel giorno di maggio non tornai a casa all’ora di pranzo, perché nel pomeriggio ci sarebbe stato l’incontro Scuola Famiglia. Me ne andai, come ero solito fare in quelle circostanze, a Pompei: una visita al Santuario, la pizza e quattro passi, per poi riprendere il treno e trovarmi in orario a scuola. Quel pomeriggio ero destinato ad un’esperienza che non avrei dimenticato mai più.

C’era gran folla per l’ultima udienza, a poche settimane dal termine dell’anno scolastico. Ad un certo punto si presentò una ragazzina di seconda con la madre, una donna orribile! Era tutta vestita di nero forse per un recente lutto, senza denti, i capelli lunghi e spettinati: la classica strega delle illustrazioni. La ragazzina, quando mi fu di fronte, disse con orgoglio: “è la mia mamma!” e per tutto il tempo che furono in mia presenza, si stringeva a lei, come edera attaccata al tronco d’un albero. Similmente la madre la stringeva, passandole il braccio dietro la schiena. L’amore, che irradiavano tutto intorno, le trasformò in una immagine bellissima. Provavo una grande commozione alla loro presenza e capivo che all’amore non importa la bellezza, si nutre di ben altra linfa che noi non conosciamo, ma possiamo, talvolta, solo percepire. L’amore vero è come un pozzo senza fondo che sprofonda nelle viscere della terra e s’innalza nell’infinità del cielo. All’amore non importano le nostre unità di misura: aspetto esteriore, ricchezza, vanità e quant’altro! – “Signora, non ci sono problemi nella mia materia… nella pagella troverà un bel sette in Computisteria!” le dissi – Mi sorrise, con la bocca sdentata poi, sempre strette l’un l’altra, passarono oltre…il mio cuore le seguiva!

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